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Per quanto tempo bisogna conservare le bollette di luce e gas?

Prima di affogare in un mare di bollette vecchie, ecco cosa devi sapere sulla loro conservazione
25 Ottobre 2022
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4 min. di lettura

Tenere da parte documenti, ricevute, fatture e bollette domestiche è sempre una buona abitudine, ma solo fino a quando non ti ritrovi con pile infinite di fogli e scartoffie non più utili, tra cui non riesci nemmeno a orientarti!

Ecco perché esistono delle indicazioni precise sulla conservazione delle bollette e le relative tempistiche, che ti aiutano a evitare di saldare due volte le spese o a dimostrare l’avvenuto pagamento in caso di richieste e solleciti da parte del fornitore.

Conservazione delle bollette: quali e per quanto tempo?


Le bollette della luce e del gas devono essere conservate all’incirca per lo stesso tempo, ma con alcune differenze.


Bolletta della luce



  • 2 anni, se risale a una data uguale o posteriore al 2 marzo 2018

  • 5 anni, se risale a una data antecedente al 2 marzo 2018

  • 10 anni, per chi paga in bolletta anche il canone Rai


Bolletta del gas



  • 2 anni, se risale a una data uguale o posteriore al 2 gennaio 2019

  • 5 anni, se risale a una data antecedente al 2 gennaio 2019


Cosa dice la legge sulle utenze


Le bollette devono essere conservate almeno finché non cadono in prescrizione, ovvero finché non può più essere richiesto il versamento del relativo importo.


In base all’articolo 2948 del Codice civile, questo limite temporale sia per la bolletta della luce che del gas è sempre stato di 5 anni.
Ma la Legge di bilancio 2018 (legge n. 205 del 2017) e la Legge di bilancio 2020 (legge n. 160 del 2019) hanno abbassato questo tempo obbligatorio a 2 anni, secondo le direttive di ARERA.


I 2 anni sono validi anche per le utenze di telefono, ADSL, acqua e fax, mentre salgono a 10 anni quelli per la bolletta dell’energia elettrica contenente il canone Rai.


Bollette in prescrizione: cosa fare


La prescrizione delle bollette non viene applicata in automatico ma è necessario comunicare al fornitore che non intendi pagare l'importo relativo a consumi risalenti a più di due anni perché il credito si è prescritto. Ecco come funziona e quali sono i passaggi principali per richiederla.


Se ormai è passato il termine per una bolletta, ma il fornitore ne richiede il pagamento, dovrai al più presto contestare in modo attivo il decorso dei termini, personalmente o con un avvocato. Scaduto il termine, infatti, non sei più tenuto a effettuare il pagamento.


Il modo migliore per contestare una bolletta è comunicare il reclamo in forma scritta, attraverso raccomandata A/R, PEC o fax. Una volta inviata la comunicazione, se le fatture sono state emesse prima di gennaio 2020 il fornitore ha l’obbligo di approfondire i motivi del ritardo nella fatturazione dei consumi. Completata la verifica, verrai avvisato per iscritto sull’esito. Nel caso in cui le bollette siano state emesse dopo gennaio 2020, invece, non seguono approfondimenti di alcun tipo.


Ricorda che se non hai inviato il modulo apposito o hai già pagato l’importo della bolletta in questione, perdi il diritto di prescrizione.


Per maggiori informazioni su come richiederla, consulta la nostra faq dedicata alla prescrizione delle bollette luce e gas.


I vantaggi della bolletta elettronica


Con la bolletta elettronica e il servizio di domiciliazione bancaria il problema non si pone: non dovrai conservare nessuna copia in casa, perché i pagamenti delle bollette avvengono automaticamente tramite il tuo conto corrente ed è il fornitore a occuparsi della loro archiviazione nella tua personale area clienti.


Attiva subito il servizio Bolletta Smart e domiciliazione bancaria di Estra: in pochi click hai accesso al pdf con il documento e tutti i tuoi dati, e non corri nessun rischio legato a ritardi o smarrimenti, visto che nessuno deve recapitarti a casa la bolletta.
Inoltre, fai un grande favore all’ambiente evitando l’utilizzo di carta stampata.