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Manifesti mangia-smog

La pubblicità che respira

19 dicembre 2018

Provate a immaginare come sarebbe l’aria nelle città se le strade e i palazzi fossero ricoperti di alberi. L’anidride carbonica sarebbe assorbita dalle piante, lo smog diminuirebbe drasticamente, il cielo sarebbe più limpido e noi ci guadagneremmo in salute. Spesso però, nelle grandi città gli alberi scarseggiano, le strade pullulano di cartelloni pubblicitari e gli edifici, al massimo, sono ricoperti dai murales. Ma c’è chi ha pensato a una soluzione per tutto ciò.

Sono state sviluppate delle nanotecnologie per far fare ai manifesti e alle vernici quello che fanno le piante: assorbire l’inquinamento e purificare l’aria.


L’idea arriva da Anemotech, una start up italiana che ha progettato The Breath, un particolare tessuto che è in grado di catturare lo smog e disgregare le molecole inquinanti presenti nell’atmosfera. È questo il materiale che è stato usato per realizzare i primi manifesti mangia-smog apparsi a Milano e a Roma. Nel capoluogo lombardo infatti è stato installato un enorme cartellone con su scritto “Questa pubblicità non vende auto, ne fa sparire 409.704 in un anno”. Il manifesto, che all’apparenza può sembrare un qualunque pannello pubblicitario, contiene una fibra carbonica che assorbe l’inquinamento prodotto da oltre 409 mila automobili. Una vera svolta per rendere green anche le affissioni pubbliche.
Lo stesso principio è alla base di Airlite, la vernice che funziona come un piccolo bosco. Anche questo prodotto, naturale al 100%, è realizzato con nanotecnologie che gli consentono di catturare gli agenti inquinanti e depurare l’aria. Airlite è stata usata per creare “Hunting Pollution”, il più grande murales mangia-smog d’Europa. L’opera è stata dipinta sulla parete di un palazzo a Roma, e si calcola che avrà un impatto nell’ambiente pari a quello di 30 alberi. Questa particolare pittura inoltre, riesce ad eliminare lo sporco e il 99,9% dei batteri che si depositano sulla sua superficie, il che la rende adatta sia a mantenere pulite le pareti che a creare ambienti sterili.
Nelle smart city del futuro, anche gli alberi dipinti possono respirare!