La realtà virtuale è in scena

Lo spettacolo di un nuovo mondo

03 gennaio 2018

Oggi sono in pochi a sapere cosa sia. Eppure, tra qualche anno, la realtà virtuale entrerà a far parte delle nostre vite cambiando il nostro modo di vivere i contenuti digitali. Quando guardiamo un film, osserviamo da spettatori ciò che accade sullo schermo: è il regista a decidere cosa mostrarci, guidando la nostra attenzione e governando la percezione che abbiamo di ogni scena. E se, invece, aveste la possibile di relazionarvi attivamente con un mondo virtuale? Immaginate di potervi muovere al suo interno, girandovi a 360 gradi e interagendo con gli oggetti proprio come avviene nel mondo reale.

Grazie alla realtà virtuale, gli utenti possono completamente immergersi nell’esperienza visiva e uditiva degli ambienti digitali, sperimentando la sensazione di sentirsi trasportati in un altro mondo.


Questo è profondamente diverso da ciò che accade con i media tradizionali. Per questo, la VR è stata spesso definita il medium empatico per eccellenza. Ingolosite da questa sua caratteristica, le aziende hanno cominciato a sperimentarne l’uso per creare nuove forme immersive di intrattenimento.
Per esempio, fino al 15 gennaio, la Fondazione Prada di Milano propone «Carne y Arena», un’installazione concepita da Alejandro Inarritu che trasporta il visitatore al centro dell’immigrazione clandestina al confine tra Messico e Stati Uniti: il deserto dell’Arizona diventa il teatro “reale” da toccare a piedi nudi e con il vento freddo nei capelli, dove va in scena il dramma di un gruppo di migranti veri, le cui storie sono state raccolte dal regista messicano che le racconta usando il coinvolgimento emotivo del virtuale.
D’altra parte, anche settori come il giornalismo e la medicina sono sempre più interessati a far leva sulle potenzialità della realtà virtuale per campagne di sensibilizzazione e attività didattiche. Parallelamente, inoltre, cominciano a diffondersi anche ricadute sul nostro quotidiano: per esempio possiamo fare la spesa online ma girando “fisicamente” tra i corridoi del supermercato, provare vestiti in un camerino digitale come fossimo davanti a uno specchio o visitare un appartamento in vendita senza doverci muovere dalla sedia del nostro ufficio.
Per quest’anno il conto dei visori diffusi nel mondo si fermerà a meno di 14 milioni (secondo i dati forniti da Idc, società specializzata in ricerche di mercato). Ma la proiezione sul 2021 racconta di una crescita fino a oltre 80 milioni, con un giro d’affari pari a 215 miliardi di dollari.

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