Il cuore verde del Chianti

Un’economia green e circolare

21 giugno 2018

Non serve essere un indovino. Se vi dico la parola “Chianti” penserete a tre cose: vino, colline, borghi. Tutto giusto. Ma in questo gioco delle tre carte, la soluzione è un’altra. E il banco non è truccato. Da oggi penserete al Chianti sotto un’altra veste: quella di un modello sempre più green a livello nazionale.

Qui, nel cuore verde della Toscana, tra colline e vigneti che si estendono e si incastrano tra borghi medievali di incomparabile bellezza, si sta costruendo un’idea nuova di economia sostenibile, dove la dimensione lenta del tempo, dello spazio e dei ritmi della vita sta trovando una sintesi perfetta nella domotica, nell’utilizzo delle energie rinnovabili e nell’innovation technology.

A pochi chilometri di distanza, un cuore verde sta nascendo dentro l’altro: una scuola “intelligente” che ricorre alla domotica, alla geotermia e al fotovoltaico, e due centrali che bruciano cippato grevigiano doc delle foreste del Chianti per riscaldare impianti sportivi e complessi scolastici.

Il Chianti, cuore verde della Toscana, punta forte sull'economia circolare. Tra colline e vigneti, a pochi chilometri tra loro, nascono scuole intelligenti e centrali a biomasse per rendere il territorio un modello sempre più green a livello nazionale.


Il Chianti 3.0 ha il suo fiore all’occhiello nella scuola primaria Andrea da Barberino, luogo simbolo dell’Unione Comunale del Chianti Fiorentino: una scuola intelligente che ricorre alla tecnologia della domotica, all’energia della terra e del sole per illuminare, riscaldare gli ambienti, produrre acqua calda e rendersi autonoma sul piano energetico. Tutto al servizio dei 122 piccoli studenti.

Il plesso scolastico si estende su una superficie complessiva di oltre 3 mila metri quadri. Ogni soluzione architettonica è stata pensata per favorire il risparmio energetico: le aperture a vetro, l’impianto di riscaldamento radiante a pavimento alimentato da sonde geotermiche, le batterie fotovoltaiche e i pannelli solari termici posti sul tetto per la produzione di acqua calda sanitaria.

“Una scuola bella, antisismica e innovativa nell’utilizzo delle fonti alternative e nella gestione della domotica – dichiara David Baroncelli, presidente dell’Unione Comunale del Chianti Fiorentino - Una scuola che prosegue il nostro progetto di realizzare una vera a propria cittadella dell’educazione, nell’area dove già sono presenti la scuola dell’infanzia e l’asilo nido”.

In questo lembo di terra ambito e invidiato in tutto il mondo, baciato dal sole e dalla terra, è su questi due elementi naturali che si è scommesso per qualificare la crescita del territorio, rispettando, valorizzando e tutelando l’ambiente. Non solo. C’è chi ha scommesso anche sull’energia del bosco, come dimostra la centrale a cippato a Greve in Chianti.

Realizzata per rispondere al fabbisogno energetico del paese e per riscaldare gli impianti sportivi dell’area, la centrale a biomasse brucia solo legno raccolto al 100% nei boschi del chiantigiano e gli scarti agricoli prodotti dall’attività di pulitura del fiume Pesa.

Un progetto che si è potuto basare anche sull’esperienza, attiva da sette anni, di un’altra centrale a biomasse, quella di Cerbaia, che permette di riscaldare la scuola primaria, la scuola per l’infanzia e il vicino centro socio-culturale.

“Cultura e sviluppo sostenibile sono due temi centrali che rendono la Toscana un modello green a livello nazionale - conclude Baroncelli – E che nel territorio dell’Unione realizziamo attraverso la creazione e la gestione di impianti e opere pubbliche, nel settore dell’edilizia scolastica e delle politiche energetiche, finalizzati al risparmio e all'abbattimento dei costi e dei consumi e al rispetto del patrimonio ambientale”.

Un patrimonio da rispettare e valorizzare facendo leva sulla tecnologia e sull’uso sostenibile delle risorse naturali. Un binomio perfetto per raccontare un’altra faccia del Chianti: quella 3.0.